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IL FREDDO CHE CURA. Effetti della crioterapia e nuove tecnologie in campo biomedicale.

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L’applicazione del ghiaccio nelle contusioni e nei traumi muscolo-scheletrici è la forma più semplice di terapia del freddo ed è conosciuta sin dall’antichità.

Infatti, il freddo aiuta a diminuire la percezione del dolore grazie all’effetto analgesico (anche se temporaneo) sulla zona trattata. È noto infatti come l’ipotermia superficiale impedisca la trasmissione degli impulsi dolorosi.

La crioterapia è conosciuta soprattutto per l’effetto antiedemigeno che è correlato alla vasocostrizione indotta, che impedisce lo stravaso di sangue nei tessuti. I muscoli non riescono a rimanere contratti a temperature basse ed è per questo che il ghiaccio è utilizzato anche come decontratturante, per una azione antispastica e miorilassante.
Ma la crioterapia è una tecnica che presenta molte applicazioni per trattare diversi tipi di disturbi. In questo articolo ci concentreremo sugli effetti nell’apparato muscolo scheletrico.

Ecco allora i principali effetti che la terapia del freddo è in grado di esercitare nei vari tipi di tessuto e sui vari distretti del corpo.

Sistema vascolare e sistema nervoso

A livello vascolare il freddo applicato localmente genera vasocostrizione, determinata dalla stimolazione di fibre simpatiche adrenergiche che scatenano il rilascio di norepinefrina a livello della muscolatura liscia dei vasi sanguigni.

Segue nell’immediato una vasocostrizione sistemica perché vengono innescati dei riflessi nervosi che trasmettono il freddo in altri distretti.

Per un meccanismo di autoprotezione sul sistema circolatorio e al fine di evitare un raffreddamento eccessivo, alla vasocostrizione segue una azione di vasodilatazione. I nervi non sono più in grado di trasmettere il segnale di freddo e le fibre nervose vanno “in blocco”.

La crioterapia agisce a livello nervoso diminuendo la velocità di trasmissione dei segnali.

Metabolismo

La crioterapia esercita un’azione anche a livello metabolico: in seguito infatti all’applicazione del freddo, le reazioni chimico metaboliche vengono indebolite e il metabolismo subisce un rallentamento.

Muscoli

A livello muscolare, la terapia del freddo è utile per rilassare il tessuto e sciogliere i muscoli. Anche in questo caso, l’effetto della crioterapia è duplice e complementare: il muscolo può rispondere con un aumento o con una diminuzione di tono. Ciò dipende dal tempo di applicazione del freddo nella zona interessata: se l’applicazione del ghiaccio è di breve durata si assiste ad un aumento del tono muscolare, se è di lunga durata si avrà un effetto più miorilassante.

Secondo la rivista medica Journal of Orthopaedic and Sports Physical Therapy non è corretto affermare che il freddo diminuisce la circolazione sanguigna, l’emorragia dopo un trauma, l’insorgenza di lividi, gli spasmi e la spasticità e che allevia il dolore.

È più giusto affermare che, in base alle ricerche eseguite, il freddo può avere diversi effetti in particolari condizioni, impiegando particolari strutture e, soprattutto, con la giusta quantità di freddo erogabile in modo costante e per un determinato periodo di tempo.

Ecco perchè una apparecchiatura non adeguata e un utilizzo sbagliato della terapia del freddo possono portare alla comparsa di vere e proprie ustioni e all’insorgenza di effetti collaterali anche gravi.

Viene da sè che, per utilizzare adeguatamente la crioterapia in fisioterapia (e in fisioestetica), sono fondamentali due fattori:

  1. la qualità delle apparecchiature medicali utilizzate
  2. la formazione che viene fatta sull’utilizzo delle stesse

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Attualmente, sono diversi i tipi di crioterapia disponibili per trattare i più diversi disturbi, da quelli prettamente estetici, passando per i disturbi ossei e muscolari, fino ad arrivare al trattamento di patologie e affezioni anche molto gravi, come, ad esempio, alcuni tipi di tumori cutanei.

Nonostante tutte le tecniche crioterapiche si avvalgano dell’utilizzo del freddo, sono molto diverse tra loro e vengono utilizzate per differenti scopi.

In linea di massima, nel campo riabilitativo, i principali tipi di crioterapia oggi impiegati sono la crioterapia localizzata e quella sistemica.
In campo fisioterapico riabilitativo, la crioterapia localizzata è molto efficace e largamente utilizzata per i disturbi dell’apparato muscolo scheletrico ed è utilizzata applicando direttamente il freddo nella parte lesa per diminuire l’infiammazione ed attenuare il dolore.
Il freddo, però, se usato impropriamente, può creare gravi effetti collaterali. È consigliabile utilizzare apparecchi sicuri, con protocolli preimpostati e temperature controllate.

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