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Riabilitazione e Telemedicina nell’era COVID 19

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Negli ultimi anni si è sentito parlare sempre più spesso di telemedicina - l'evoluzione digitale della medicina tradizionale.
E mai come in questi giorni di quarantena e isolamento da corona virus è sembrato così impellente interrogarsi 
sul possibile futuro della Teleriabilitazione.

Con la recente chiusura dei poliambulatori e dei centri di fisioterapia il paziente è rimasto solo a casa con se stesso. 

Pensiamo alla perdita di autonomia di quei pazienti sottoposti a interventi chirurgici di protesi, per interventi di anca, ginocchio e cuffia dei rotatori, solo per citare gli interventi più frequenti, che hanno bisogno di essere seguiti quasi giornalmente.

I professionisti, consapevoli del fatto che è impossibile riprodurre "virtualmente" il loro lavoro - fatto in gran parte di contatto fisico col paziente- sono alla ricerca di strumenti e tecnologie che permettano comunque una continuità terapeutica. 

Da osservatori esterni stiamo notando in questi giorni che molti professionisti utilizzano video conference, chiamate skype oppure condividono video facebook con i propri pazienti. Ma questa è il più delle volte una comunicazione a senso unico nella quale il fisioterapista non fa altro che dare consigli sugli esercizi da svolgere augurandosi che il paziente non solo li esegua ma li esegua in modo corretto.

Ma veniamo per un attimo alla definizione della Telemedicina per l'OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità)

"La telemedicina prevede l’utilizzo delle telecomunicazioni e delle tecnologie virtuali per fornire assistenza sanitaria al di fuori delle strutture sanitarie tradizionali. La telemedicina, che richiede solo l’accesso alle telecomunicazioni, è il componente più semplice dell’eHealth, che utilizza una più ampia gamma di tecnologie di informazione e di comunicazione (ICTs).

Gli esempi di telemedicina comprendono l’assistenza sanitaria virtuale a casa, dove pazienti come i malati cronici o gli anziani possono ricevere sostegno in determinate procedure, rimanendo a casa. La telemedicina ha inoltre agevolato la comunicazione tra operatori sanitari in ambienti remoti e professionisti per ottenere indicazioni nelle diagnosi, cure e nel trasferimento di pazienti. 

I sistemi di telemedicina adeguatamente progettati possono migliorare l’accesso e i risultati dell’assistenza sanitaria, in particolare per il trattamento di malattie croniche e per i gruppi vulnerabili. Non solo riducono la richiesta di assistenza in strutture già affollate, ma favoriscono un risparmio delle spese e rendono il sistema sanitario più flessibile".

La telemedicina porta grossi vantaggi anche nel monitoraggio di patologie croniche, nel follow up e nel tenere informato il medico sull’ evoluzione clinica del paziente, nella riabilitazione dei malati, nella ricerca dei medici specialisti in malattie rare, nonché nelle situazioni di emergenza.

Oggi la telemedicina ha già preso piede soprattutto in oncologia, in cardiologia, in pediatria, in psichiatria, in psicologia, in radiologia, in pneumologia, in dermatologia e in neurologia.

E in FISIOTERAPIA e RIABILITAZIONE? Poco è stato fatto ancora in Italia anche se l'EBM riporta una bibliografia di studi sempre più ricca.

Parte del mercato delle Tecnologie medicali si sta orientando ormai da qualche anno alla Teleriabilitazione e alla realtà virtuale e nuovi strumenti stanno a poco a poco venendo alla luce.  Lo scopo, nella progettazione, è quello di superare le seguenti problematiche:

  • come fa il fisioterapista  a sapere se il paziente ha svolto gli esercizi?
  • come fa a sapere se li ha svolti nel modo corretto?
  • come può fare in modo di rendere motivante l'attività motoria e riabilitativa?
  • come avere una analisi quantitativa della sua performance?

Il sistema che vogliamo presentarvi è NIURION. Play To Rehab che nasce prima dell'era COVID da una idea di due fisioterapisti di Bergamo.

La loro esigenza primaria era quella di creare un video gioco, una realtà immersiva a scopo riabilitativo e che potesse essere di aiuto ai pazienti non solo in struttura ma anche a casa per guidarli nell'esecuzione degli esercizi da protocollo standard di riabilitazione della spalla. Le caratteristiche che doveva avere il sistema in fase di progettazione erano ben precise. Eccole:

  • controllo da remote degli esercizi da parte del fisioterapista
  • un sistema di INTELLIGENZA ARTIFICIALE capace di correggere il pz durante l'esercizio
  • un sistema che modifica l'obiettivo da raggiungere in base alle capacità reali del paziente

NIURION. Play to Rehab composto da una parte hardware di 5 sensori inerziali indossabili e una parte software per i video game.

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