Questo articolo, che anticipa un corso che faremo in presenza per i nostri clienti, nasce dal fatto che molti medici e fisioterapisti ci chiedono sempre più spesso se le onde d’urto (sia radiali che focali) possono essere applicate al campo della medicina estetica e se sì che tipo di risultati si devono attendere.
Potremmo estendere il discorso a diversi inestetismi trattati comunemente con le onde d’urto, per esempio cicatrici o lassità cutanea, ma vorremo qui concentrarci (e lo faremo anche al corso) sulla Panniculopatia edemato fibro sclerotica (PEFT), che va considerata come una vera e propria patologia che interessa il sistema linfatico e circolatorio.
Grazie agli effetti
biologici primari innescati dalle onde d’urto – la neoangiogenesi e l’accelerazione
del metabolismo cellulare – le onde d’urto Storz Medical rappresentano un aiuto importante. E -aspetto fondamentale- poggiano su una ampia
validazione clinica (Approfondisci qui)
PEPFT è un disturbo che
provoca l’aumento di volume delle cellule adipose insieme a ritenzione idrica e
stasi di liquido. Esistono vari stadi di evoluzione di una patologia del
tessuto connettivo dove si muove l’acqua in eccedenza ed è presente anche il
grasso corporeo.
Dal punto di vista
medico la Panniculopatia è una malattia che deriva dalla mutazione del derma e
dell’ipoderma.
Quando viene a
verificarsi un rallentamento della circolazione sanguigna gli adipociti si
accumulano fino a comprimere i capillari sanguigni. Il plasma prodotto si
infiltra nelle cellule provocando nel tempo una infiammazione dei tessuti
adiposi.
In tale condizione i
capillari si comprimono e il drenaggio dei liquidi in eccedenza diventa più
difficoltoso. Tale meccanismo scatena la Panniculopatia.
Le caratteristiche
della Panniculopatia la rendono a tutti gli effetti una patologia piuttosto che
un inestetismo e c’è inoltre un aspetto davvero spiacevole per il paziente: il dolore.
In medicina la Panniculopatia viene considerata una malattia multifattoriale e richiede un
trattamento a 360 gradi.
Primo stadio
PANNICULOPATIA EDEMATOSA
La panniculopatia edematosa è caratterizzata da
edema (gonfiore), che è dovuto al ristagno di liquido nel tessuto sottocutaneo,
accumulo di grasso e presenza di acqua nelle cellule.
In questo stadio la cute è ancora tesa ed elastica
ma si percepisce un senso di pesantezza agli arti.
Una caratteristica di questa stato è che quando la cute viene compressa non
rimangono segni ed è difficile riconoscerla ad occhio nudo.
Secondo stadio
PANNICULOPATIA FIBROSA
La panniculopatia fibrosa è il secondo stadio dove
vi è un peggioramento del microcircolo rispetto alla panniculopatia edematosa.
La cute assume un colorito spento, si arrossa se
subisce una compressione ed assume l’aspetto “a buccia d’arancia se viene
sfregata tra le dita.
In molti casi, sono presenti capillari dilatati e talvolta anche in forma
ramificata.
I sintomi sopraelencati sono i segni di una cattiva
ossigenazione, fragilità vasale e uno complesso smaltimento dei grassi.
Terzo stadio
PANNICULOPATIA SCLEROTICA
Nella panniculopatia sclerotica, il 3° stadio, vi è
un considerevole aumento dei micronoduli.
La fibrosi si è mutata in vera e propria sclerosi del tessuto, che ha
ingabbiato grossi accumuli di tessuto duro.
Terapia con onde d’urto balistiche/radiali. La meccanotrasduzione produce effetti chimici e biologici a catena. Vediamo quali sono.
Le onde d’urto radiali (R-SW) stimolano il microcircolo venoso e linfatico. Favoriscono la produzione di ossido nitrico (NO), responsabile della vasodilatazione, della riduzione dello stress ossidativo e in parte dell’effetto antalgico.Garantiscono una difesa antiossidativa del tessuto eliminado i ROS (Reactive ossygen species)LPO (Perossidazione lipidica)Stimolano i fattori di crescitaStimolano la matrice extracellulare (aumento della produzione di collagene ed elastina, allontamento delle scorie)Aumento del metabolismo lipidico. Inducono una permeabilità temporanea della membrana cellulare con conseguente attivazione della lipasi. Producono una diluzione della sostanza P – neurotrasmettitore peptidico messaggero del doloreInnescano la proliferazione, differenziazione e migrazione delle cellule staminali per rigenerare o riparare i tessuti da ulcere, piaghe, ferite e fratture ossee.![]()
I fasci fibrosi (fibre reticolari) che avvolgono le cellule adipose appaiono ispessiti e retratti dando alla superficie cutanea un aspetto crateriforme a tronco di cono o vallata, con fondo irregolare. La vascolarizzazione è notevolmente ridotta.
Le onde d’urto, agendo sulla vascolarizzazione, modificano quindi le cellule adipose nella forma e nel volume.
Il trattamento con le onde d’urto radiali stimola l’irrorazione sanguigna determinando la dilatazione e la ricostruzione dei vasi sanguigni
Le membrane cellulari diventano temporaneamente permeabili e viene migliorato lo scambio di sostanze tra le cellule e l’ambiente circostante. Le scorie vengono smaltite dal sistema linfatico.
Durante il trattamento con onde d’urto radiali le cellule adipose vengono ridotte e il tessuto connettivo si rilassa.
L’irrorazione sanguina e il drenaggio linfatico dei tessuti migliorano
Dopo trattamento con onde d’urto radiali il tessuto connettivo risulta più tonico, compatto ed elastico.
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